La giustizia tributaria gestita a cottimo

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dal sito italiaoggi.it

Mentre si discute riguardo alla proposta di legge n. 3734, presentata l’8 aprile 2016, sulla riforma della giustizia tributaria che prevede la soppressione delle attuali magistrature onorarie con l’attribuzione dei procedimenti a Sezioni specializzate dei Tribunali ordinari e, dunque, a magistrati togati, un nuovo schema di decreto, concernente misure urgenti per la definizione dell’arretrato della Suprema Corte di Cassazione, per la materia tributaria prevede di affidare il compito a magistrati e consiglieri di Cassazione in pensione, che sarebbero compensati a cottimo, come avviene tuttora per i magistrati onorari delle Commissioni tributarie. E come per questi ultimi il compenso è legato al raggiungimento di obiettivi di «produttività» prestabiliti (pare si tratti di almeno 120 definizioni annue, per una durata massima dell’incarico di 5 anni).

La circostanza è stupefacente, perché, per risolvere i problemi del massimo organo della giustizia, il decreto ripropone schemi organizzativi che, al contrario, si vorrebbero smantellare per i gradi inferiori e il cui abbandono sarebbe la conseguenza meno problematica e certamente più virtuosa della predetta riforma in itinere, per altri versi assai meno commendabile. L’unica garanzia resterebbe quella di una certa professionalità dei giudicanti, poiché scelti comunque tra magistrati e consiglieri di Cassazione a riposo da non oltre 3 anni. Anche l’ultimo grado della giustizia tributaria, tuttavia, verrebbe gestito da giudici onorari compensati a forfait e onerati, in una materia tanto complessa, al conseguimento di obiettivi di rendimento finora ben lontani dall’essere raggiunti dai magistrati togati regolarmente in servizio e adeguatamente retribuiti. In altre parole, la riforma del processo tributario ancora in itinere rischia di disperdere l’elevata e specifica professionalità e la celerità raggiunta dai magistrati onorari delle Commissioni, ai quali invece andrebbe riconosciuto, attraverso ben altre soluzioni, il merito di aver operato efficace- mente nonostante le carenze organiche e i compensi a cottimo. In Cassazione, anziché istituzionalizzare la specializzazione delle Sezioni tributarie, si ghettizza la giustizia tributaria riproponendo anche in questa sede le compensazioni a forfait e rischiando, per di più, di affidare la gestione dell’arretrato a magistrati e consiglieri non specializzati. Insomma, ci sono tutti gli elementi per un tempesta perfetta e di solito alle tempeste perfette seguono i naufragi. Ma non ci si meraviglia più, perché ormai le riforme si fanno per peggiorare la situazione e non per migliorarla. Quando ciò avviene, nel campo fiscale, il danno maggiore ricadrà ovviamente sul contribuente.

Luigi Ferlazzo Natoli e Ludovico Nicòtina

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