Casero: «Rimborsi sprint ai virtuosi»

FONTE : IL SOLE 24ORE

IL VICEMINISTRO ALL’ECONOMIA

Casero: «Rimborsi sprint ai virtuosi»

20 ottobre 2016

 

Si concretizza con la manovra 2017 la riforma degli studi di settore, che sancirà, tra l’altro, la fine di quelli “non efficaci” e l’introduzione di un meccanismo di premialità per i contribuenti a più alto indice di fedeltà fiscale. In questo modo – ha annunciato il vice ministro all’Economia Luigi Casero spiegando le misure inserite nel Dl fiscale varato dal Governo insieme al disegno di legge Bilancio –
«in caso di un’evoluzione storica che indica l’affidabilità, e quindi un «alto indice di fedeltà fiscale, il contribuente non potrà più subire controlli e accertamenti, a meno di sospetti di frodi» e potrà contare anche su una «dinamica più accelerata dei rimborsi». Il Governo punta a portare a regime la riforma degli studi di settore entro il 2018.

 

IL DECRETO FISCALE 

20 ottobre 2016

 

Partite Iva, stop studi di settore dal 2017. Cosa cambia per 3,6 milioni di imprese e autonomi

L’operazione che porta, di fatto, alla eliminazione degli studi di settore, almeno nella versione fin qui praticata, si basa, ha spiegato Casero, «su quattro pilastri». Ha quindi chiarito che «gli studi di settore non potranno più essere utilizzati per accertamenti, non potranno più essere richiesti dati già in possesso dell’agenzia delle Entrate, mentre saranno eliminati gli studi inutili, quelli, in sostanza, per categorie, come quella degli avvocati, che presentano andamenti dei ricavi non proiettabili nel tempo, con picchi non costanti negli anni». E infine, scatterà il meccanismo di premialità associato all’indice di fedeltà fiscale.

L’azione di razionalizzazione e semplificazione fiscale lanciata dal Governo, che passa anche per la tassazione al 24% a prescidere dalla forma societaria («tutte le imprese sono uguali e svolgono la stessa funzione di stimolo all’economia del Paese», sottolinea Casero), prevede inoltre la nuova formula delle comunicazioni periodiche Iva e il pagamento delle tasse ‘per cassa’. «Eliminiamo gli atti che non servono», ha aggiunto il viceministro, che non esclude l’implementazione del decreto o del disegno di legge nel corso dell’esame parlamentare. Con le dichiarazioni Iva trimestrali, per esempio, oltre a riscontrare eventuali irregolarità sulle aliquote e a recuperare gettito in tempi più ristretti (si stimano perdite complessive per otto-dieci miliardi), risulteranno superati strumenti come lo ‘spesometro’ o altre documentazioni di carattere statistico. Non mancheranno, peraltro, sanzioni ‘ad hoc’.

DECRETO FISCALE 

 

18 ottobre 2016

Cartelle di Equitalia, possibile la rottamazione a rate su due o tre anni

Il Governo ripone inoltre grandi aspettative, anche in termini di compliance, nell’obbligo di fatturazione elettronica. L’incrocio dei dati determinerà infatti un effetto psicologico nei confronti di quanti mettono in atto operazioni fraudolente.

Una serie di decreti ministeriali, previsti dal decreto legge, definirà l’operatività delle diverse misure sanzionatorie e di semplificazione. Da altre fonti si apprende poi che non è escluso uno spacchettamento del provvedimento d’urgenza in due Dl, uno con le azioni la cui efficacia è prevista già per il 2016, l’altro con norme in vigore dal prossimo anno, con un eventuale, successivo ‘trasferimento’ di quest’ultimo al disegno di legge di Bilancio.

 

 

 

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