II Congresso Nazionale – Lecce 21, 22 e 23 maggio 2004

21-05-2004 - 23-05-2004 Tutto il giorno

MOZIONE FINALE

Del II° congresso dell’Associazione Magistrati Tributati (A.M.T.) tenutosi a Lecce il 21-22-23 Maggio 2004
1. l’Associazione Magistrati Tributari è impegnata per la difesa dell’indipendenza e dell’autonomia dei giudici tributari nonché a garantire l’efficiente esercizio della giurisdizione tributaria al fine di assicurare una effettiva tutela dell’interesse dello Stato e dei diritti del cittadino. 2. l’Associazione ha posto in essere numerose iniziative atte a rafforzare la preparazione e la professionalità dei giudici, realizzando convegni di studio e l’approfondimento di tematiche specifiche, istituendo corsi permanenti di formazione e di aggiornamento dei giudici tributari, curando la pubblicazione periodica di un notiziario e di una rivista scientifica al fine di assicurare il raccordo tra gli indirizzi interpretativi, prevedendo tra gli scopi statutari l’istituzione di una “Scuola Superiore della Magistratura Tributaria”. 3. L’Associazione ribadisce la necessità di una composizione collegiale con convergenza di esperienze professionali diversificate in conformità alle più recenti tendenze nazionali ed Europee sul giudice specializzato. 4. L’Associazione sottolinea come l’attuale assetto della giustizia tributaria debba coniugarsi con riforme indifferibili del processo quali l’estensione della giurisdizione anche a materie parafiscali (ad esempio contributi previdenziali che risultino affini al contributo per il servizio sanitario nazionale già appartenente alla cognizione del giudice tributario nonché i contributi per il permesso di costruire), la migliore specificazione degli atti impugnabili, l’ammissione della prova testimoniale, la sospensione estesa al secondo grado e comunque soggetta ad impugnabilità, la soccombensa virtuale nelle ipotesi di cessazione della materia del contendere. 5. L’Associazione propone una nuova denominazione dell’organo giudiziario che ne connoti più incisivamente la giurisdizionalità (Tribunale tributario e Corte d’appello Tributaria) e – al fine di garantirne la piena autonomia dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – sollecita l’istituzione di un ruolo unico del personale di segreteria. 6. L’Associazione, nel richiamare quanto reiteratamente ma inutilmente richiesto agli Organi responsabili nonostante l’indifferibilità del problema, chiede la modifica dell’art. 11 del D.Lgs. 545/92 con l’eliminazione del termine di durata dell’incarico novennale e previsione
di un sistema interno di rotazione e temporaneità degli incarichi con possibilità di trasferimento onde evitare nel 2005 il blocco dell’attività istituzionale con un inutile turn over tra tutti i giudici in servizio e la paralisi del Consiglio di Presidenza per gestire un concorso di circa 20.000 aspiranti. 7. L’Associazione rivendica la pari dignità dei giudici tributari riconoscendo a tutti la possibilità di concorrere ai vari incarichi compresi quelli direttivi mediante bando interno e sulla base dell’anzianità di servizio, laboriosità, diligenza ed attitudine alle funzioni. Appaiono dunque necessarie correzioni tabellari e definizione dei criteri per la valutazione dei giudici tributari con particolare attenzione al servizio prestato nelle Commissioni. I nuovi ingressi dovranno poi essere consentiti solo nella qualifica iniziale con possibilità di accesso alle altre funzioni solo dopo un periodo minimo di due anni di permanenza nella funzione di giudice tributario provinciale. 8. L’Associazione ritiene che per la tutela dell’indipendenza e della dignità delle funzioni dei giudici Tributari siano garantite strutture materiali e logistiche nonché condizioni di lavoro idonee con riconoscimenti adeguati, anche di natura economica. L’aumento dei compensi dovrà accompagnarsi ad una modifica dei criteri per la loro attribuzione nel senso di prevedere una quota fissa graduata in ragione delle funzioni svolte ed una quota variabile aggiuntiva da attribuire ai soli componenti del collegio giudicante con una percentuale superiore per il relatore-estensore della sentenza. Sarà altresì necessario assicurare un compenso per i provvedimenti di natura cautelare ed una più adeguata indennità di trasferta rispetto a quella vigente.
L’Assemblea congressuale, approvata la relazione del Presidente, da, quindi, mandato al Comitato Direttivo Centrale ed alla Giunta Esecutiva di perseguire le riforme sopraindicate, rappresentandole al Parlamento ed al Governo ed adottando tutte le necessarie iniziative già preannunciate con il dichiarato stato di agitazione.
Approvata all’unanimità

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